544 Mordele

Lontano dal trambusto quotidiano, il sentiero escursionistico che parte da Stancija Bergamente rivela un volto diverso di Parenzo: silenzioso, antico, intriso di storie. Invece del rumore cittadino, il viaggiatore viene accolto dal sussurro del bosco, dal fruscio dell’erba sotto i passi e da una quiete che promette un viaggio attraverso il tempo e la natura incontaminata.

Il percorso si snoda lungo una stretta pista sterrata che ci conduce sotto la rumorosa tangenziale, attraversando un sottopassaggio ombroso che appare come un portale verso un altro mondo. Svoltando a destra, seguiamo il tracciato sabbioso del gasdotto; dopo soli duecento metri, oltrepassiamo il letto asciutto di un torrente — testimone delle piene primaverili — e svoltiamo a sinistra, immergendoci nel verde intenso del bosco. La segnaletica ciclabile ci accompagna con discrezione fino a raggiungere la celebre pista ciclabile Spyder. Poco dopo, una nuova svolta a sinistra ci introduce in un sentiero forestale di recente realizzazione: un’autentica gemma di questo percorso.

Questa sezione del percorso ha un fascino tutto suo. Sentieri stretti e sinuosi disegnano un piccolo anello, dove ogni curva rivela paesaggi sempre diversi: distese di macchia mediterranea, boschi di querce screziati dalla luce e il fragrante respiro dei pini. Dopo un breve attraversamento su una strada asfaltata e un piccolo cavalcavia, il sentiero piega a destra e svela la sua parte più scenografica: la salita verso Porečke Mordele. Gli ultimi trecento metri sono una vera prova di fiato e determinazione; il pendio è piuttosto ripido e impegnativo, ma la ricompensa che attende in cima supera ogni sforzo.

Mordele – Sussurri di tempi antichi

Su queste colline silenziose, il tempo sembra essersi fermato. Mordele non è soltanto una serie di colline nell’entroterra di Parenzo, ma un museo preistorico a cielo aperto.

  • Queste colline custodiscono i resti di antiche fortezze e necropoli risalenti a oltre 4.000 anni fa, testimoni silenziosi dell'Età del Bronzo
  • Su Mali Sveti Anđeo, tra gli alberi e il silenzio, emergono enigmatici blocchi di pietra dal peso di 2–3 tonnellate. Disposti in forme semicircolari e circolari, hanno fatto meritare alla zona il soprannome di “Stonehenge istriana”. La loro disposizione solleva interrogativi affascinanti: erano un osservatorio celeste? Un antico calendario astronomico? Oppure un luogo di culto dedicato a divinità ormai dimenticate?
  • Su Veliki Sveti Anđeo è stato ritrovato un sarcofago incompiuto, un altro tassello prezioso nel mosaico di questo paesaggio sacro.

Poiché Mordele è un sito archeologico protetto, vi invitiamo a percorrerlo con profondo rispetto: ogni pietra è parte di una memoria millenaria e va lasciata esattamente dove si trova.

Dopo aver assorbito l’energia di questo luogo antico, il sentiero scende dolcemente verso una valle tranquilla, dove svoltiamo a sinistra. Poche centinania di metri ci conducono a una strada asfaltata: svoltiamo a destra e, duecento metri più avanti, nuovamente a sinistra, ritrovando il familiare percorso del gasdotto. Come un vecchio compagno di viaggio, esso ci riaccompagna verso il sottopassaggio e lungo l’ultimo tratto boscoso che presto ci riporta al punto di partenza. Il cerchio si chiude lasciandoci carichi delle sensazioni e dei ricordi di un viaggio che ha intrecciato natura e storia in un’unica esperienza.

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